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Investire nel momento giusto: trovare punti di ingresso, non di uscita

Data pubblicazione: 09 aprile 2025

Autore: Federico Federici

Navighiamo insieme tra risparmi e investimenti
Rappresentazione visiva dell'articolo: Investire nel momento giusto: trovare punti di ingresso, non di uscita

Mentre le dinamiche globali si evolvono e le politiche commerciali assumono forme diverse, il clima di mercato attuale presenta – nonostante l’incertezza – opportunità di investimento interessanti. In questo contesto, l’idea fondamentale è quella di concentrarsi sui “punti di ingresso” piuttosto che sui “punti di uscita”, cercando di capitalizzare su prezzi più equilibrati e opportunità che il mercato offre, senza lasciarsi paralizzare dalla volatilità. 


Politiche commerciali: scenari convergenti vs divergenti


Il quadro attuale delle politiche commerciali si articola in due scenari principali:

• Scenario convergente: in questo caso, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altri principali attori economici seguono un trend di allineamento – ad esempio, una convergenza a livelli tariffari intorno al 10% o poco inferiori – che, nel medio-lungo termine, potrebbe portare a una certa stabilità nel commercio internazionale.

• Scenario divergente: al contrario, un approccio con “tira e molla” e politiche incoerenti potrebbe continuare a generare instabilità. La domanda cruciale è: “Dove siamo e quando aspettarci una de‐escalation?” Al momento, la pressione dei mercati – che possono infatti influenzare le decisioni politiche – potrebbe contribuire ad accelerare un processo di convergenza, rendendo il contesto più favorevole agli investimenti. 


L’Investimento delle famiglie USA e l’impatto politico


È interessante notare che, secondo le stime, circa il 63% delle famiglie statunitensi ha una quota rilevante investita in azioni americane. Tuttavia, le recenti flessioni, in particolare in vista delle elezioni di mid-term, potrebbero danneggiare l’attuale politica economica statunitense e influenzare negativamente anche le performance aziendali. Nonostante ciò, aziende e famiglie risultano oggi meno esposte al debito rispetto a epoche critiche come quella del 2008; le condizioni macroeconomiche generali sono decisamente migliorate. 


Volatilità e confronto con l’era Covid


Sebbene l’incertezza sia tossica per i mercati – generando inevitabilmente periodi di elevata volatilità – va ricordato che, durante il periodo Covid, i mercati hanno registrato drawdown del –32%, mentre oggi i ribassi si attestano intorno al –21%. Questi cali, pur essendo segnale di una fase di aggiustamento, avvengono in un contesto economico e finanziario molto più solido rispetto a quella vissuta nel 2020, quando la politica fiscale aveva giocato un ruolo decisivo. 


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Prospettive sulle politiche monetarie


La traiettoria futura dei tassi d’interesse dipenderà in larga misura dall’impatto delle tariffe sull’inflazione. Al momento, lo spazio per ulteriori tagli dei tassi resta limitato, in quanto le banche centrali – pur valutando la possibilità di una moderata riduzione – sono vincolate dalla necessità di contenere una pressione inflazionistica che, sebbene in parte attribuibile a misure tariffarie, potrebbe essere transitoria. 


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Scenari di recessione: no recessione vs recessione moderata


Sul fronte della recessione emergono due possibili scenari:


• Nessuna recessione (o recessione tecnica): se l’economia ha già scontato circa il 90% del calo previsto, il rischio di una ulteriore contrazione potrebbe essere limitato; in questo scenario, il mercato offre grandi opportunità d’acquisto a prezzi più equi.


• Recessione (con valutazione della profondità): se si dovesse verificare una recessione, il suo impatto andrà valutato in termini di profondità e durata; tuttavia, anche in questo caso, le condizioni macroeconomiche attuali – con una minore esposizione al debito e una struttura finanziaria più robusta – indicano che sia le aziende che le famiglie sono meglio posizionate rispetto alle crisi passate. 


Treasury USA sotto i riflettori: indicazioni preziose per le prossime mosse di portafoglio


Negli ultimi giorni, i Treasury USA hanno registrato movimenti significativi, con i rendimenti dei titoli a 10 anni che oscillano tra il 4,2% e il 4,3%. Queste dinamiche stanno offrendo segnali importanti per chi è chiamato a fare scelte strategiche nei portafogli obbligazionari. Occhi puntati sull’asta di oggi e sui verbali del FOMC: potrebbero emergere indicazioni chiave sulle prossime mosse della Fed, influenzando direttamente le decisioni di asset allocation. In un contesto di volatilità alimentata da dati macroeconomici incerti e aspettative divergenti sulla politica monetaria, comprendere l’evoluzione dei Treasury diventa essenziale per orientare le prossime scelte d’investimento.


Opportunità per investire guardando agli indici


Da qui a 12 mesi, il rischio di ulteriori ribassi pare superato dai vantaggi delle opportunità d’ingresso. In altre parole, il contesto attuale permette di acquistare a prezzi equi, trasformando la volatilità in un’opportunità. L’approccio consigliato è quello di vedere nel ribasso del mercato non un segnale di allarme, ma un momento strategico per entrare, piuttosto che uscire, dal mercato. Questa strategia si riallaccia perfettamente al messaggio centrale: è il momento di trovare i punti di ingresso e non i punti di uscita. In sintesi, nonostante le incertezze legate a politiche commerciali divergenti e alle pressioni sul fronte dell’inflazione, i segnali complessivi – rafforzati dalla solidità macroeconomica e dalla minor esposizione al debito – indicano che, per gli investitori lungimiranti, si prospettano opportunità significative. Agire ora, cercando i momenti di ingresso nel mercato, potrebbe rivelarsi la mossa strategica vincente nel lungo termine.




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